DANIELE

VIOTTI

Circoscrizione: I : ITALIA NORD-OCCIDENTALE

PARTITO DEMOCRATICO

HA ADERITO ALLA CAMPAGNA

Il/la candidat* ha firmato la piattaforma impegnandosi a tutelare e promuovere i diritti delle persone LGBTI+.

CONSIGLIATO

Candidat* consigliat* da Arcigay per il suo impegno sui temi LGBTI+

COME LA PENSA

Sono co-presidente dell’Intergruppo per i diritti LGBTI del Parlamento europeo. Con grande orgoglio ho guidato, prima con Ulrike Lunacek e poi con Terry Reintke, il più grande intergruppo del Parlamento europeo, portando all’attenzione situazioni di grave pericolo per le persone omosessuali, come quelle in Cecenia, partecipando ad iniziative in giro per il mondo, come al Pride di Istanbul e alla prima conferenza sui diritti LGBTI in Tunisia.

In qualità di co-presidente dell’Intergruppo per i diritti LGBTI del Parlamento europeo, ho avuto la possibilità di lavorare con 13 Commissioni differenti per sensibilizzare gli eurodeputati sulle questioni LGBTI e promuovere il rispetto dei diritti di tutti. Grazie all’azione dell’intergruppo abbiamo adottato più di 100 testi LGBTI-friendly, incluse 77 relazioni e 49 risoluzioni. Abbiamo presentato 161 interrogazioni (scritte e orali) alla Commissione europea, al Consiglio e al Servizio europeo per l’azione esterna. Abbiamo anche inviato più di 100 lettere alle diverse istituzioni europee, ai governi e alle autorità degli Stati membri e a Paesi terzi per promuovere la tutela dei diritti LGBTI.

Tra i diversi testi approvati, uno di quelli di cui vado più fiero è sicuramente la prima risoluzione sui diritti delle persone intersessuali, votata lo scorso febbraio. Questa risoluzione denuncia le violazioni dei diritti umani delle persone intersessuali e chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di intervenire per garantire l’integrità fisica, l’autodeterminazione e l’autonomia dei bambini intersessuali.

Sempre grazie all’azione dell’intergruppo, il Parlamento ha potuto approvare, nel febbraio scorso, l’Elenco di Azioni per far progredire l’uguaglianza delle persone LGBTI presentata dalla Commissione. Inoltre, abbiamo compiuto enormi passi avanti sulla libertà di circolazione delle famiglie, incluse quelle LGBTI, dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sul caso Coman. Sono state condannate le terapie di conversione nella risoluzione votata a gennaio sulla Situazione sui diritti fondamentali all’interno dell’Unione europea nel 2016 ed è stato garantito il riconoscimento legale di genere basato sull’autodeterminazione per le persone transessuali. Infine, è stato inserito più volte un capitolo riguardante la tutela dei diritti LGBTI nei testi che definivano e regolavano le relazioni tra l’Unione europea e i Paesi terzi.

Con alcuni colleghi eurodeputati, ho poi deciso di scrivere al Presidente Tajani per chiedere chiarezza in merito alla notizia sulla sua presunta partecipazione al “Congresso mondiale delle Famiglie” che si è svolto a Verona nel marzo scorso. Considerata la sua carica ed essendo il rappresentante di tutti i cittadini e di tutte le cittadine europee, era fondamentale che il Presidente Tajani si astenesse dal partecipare ad eventi che incitano all’odio contro gruppi vulnerabili. Fortunatamente, a seguito della nostra lettera, il Presidente Tajani ha reso noto pubblicamente di non prendere parte all’evento in questione. Io ho voluto partecipare alla contro-manifestazione, sfilando per le vie della città per dire a tutti i partecipanti del “Congresso degli Antenati” che noi impediremo con tutte le nostre forze che i diritti ottenuti possano in qualche modo essere messi in discussione.

Qualche settimana fa, infine, sono intervenuto in aula durante la sessione plenaria per denunciare la reintroduzione della pena di morte per lapidazione per gli omosessuali e per i credenti di altre religioni, voluta dal Sultano del Brunei.  Qualche giorno dopo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna fermamente l’entrata in vigore del retrogrado codice penale basato sulla Sharia ed esorta le autorità del Brunei ad abrogare immediatamente tale codice e ad assicurare che le leggi del Paese rispettino il diritto e le norme internazionali per quanto concerne le minoranze sessuali, le minoranze religiose e i non credenti. Inoltre, il Parlamento ha invitato il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), nel caso di un’effettiva applicazione del codice penale basato sulla Sharia, a valutare la possibilità di adottare misure restrittive in relazione a gravi violazioni dei diritti umani, compresi il congelamento dei beni e i divieti di visto, inviando altresì l’Alto Rappresentante a subordinare il riavvio dei negoziati per l’accordo di partenariato e cooperazione tra l’UE e il Brunei alla conformità del codice penale al diritto internazionale e alle norme internazionali in materia di diritti umani. Qualche giorno fa il Sultano del Brunei ha dichiarato pubblicamente di sospendere la pena di morte per gli omosessuali e il Brunei.

Non ho mai firmato nessun accordo commerciale con Paesi terzi che non rispettassero i diritti umani, a meno che non ci fosse un apposito capitolo che esigesse il rispetto dei diritti umani da parte di quel Paese.

Nonostante abbiamo compiuto grandi passi avanti per il rispetto dei diritti delle persone LGBTI durante questa legislatura, sono   consapevole che il lavoro da fare è ancora molto. Penso ad esempio all’adozione della Direttiva orizzontale anti-discriminazione che è bloccata in Consiglio da ormai dieci anni o al fatto che i diritti delle persone transessuali non siano sufficientemente rispettati, considerato che ancora oggi la sterilizzazione è un requisito per il riconoscimento giuridico del genere in 8 Stati membri e 18 Stati membri richiedono una diagnosi di salute mentale. Ancora, si dovranno fare passi avanti anche per tutelare i diritti delle persone intersessuali poiché ancora in 21 Stati membri i bambini intersessuali vengono sottoposti ad interventi di “normalizzazione” sessuale. Al riguardo penso che sia necessaria un’armonizzazione della legislazione degli Stati membri: l’esempio è quello della legislazione portoghese e di quella maltese che proibiscono gli interventi chirurgici. Le identità intersessuali devono essere depatologizzate in tutti gli Stati membri e le persone intersessuali devono beneficiare dei più alti standard di salute previsti nella Carta delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.

Infine, nel campo del diritto di asilo, il recepimento dell’art. 10 della Direttiva sulla richiesta di asilo per le persone LGBTI perseguitate è ancora difficoltoso, come dimostra il caso del ragazzo iraniano gay e cristiano a cui è stato negato il riconoscimento dello status di rifugiato nonostante fosse perseguitato nel Paese d’origine e per il quale ho presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea con la collega Pina Picierno.

Se sarò rieletto, continuerò a battermi con tutte le mie forze per ottenere un pieno riconoscimento dei diritti di tutte e tutti e di tutte le famiglie, comprese le famiglie arcobaleno. Mi batterò per fare comprendere a tutti gli Stati membri che questi diritti sono veri e propri diritti umani e devono essere assolutamente garantiti. Quando parliamo di diritti civili, non stiamo parlando di un tema minoritario che riguarda solo una parte della popolazione, ma stiamo parlando di civiltà, di un vero e proprio diritto umano che riguarda tutti. Quindi, come ho sempre fatto finora, continuerò a stare al fianco delle persone LGBTI e delle famiglie arcobaleno, continuerò a sostenere con tutte le mie forze ogni testo, di qualsiasi commissione, che abbia come fine quello di garantire ad ogni singola persona di avere gli stessi identici diritti di tutte le altre in tutti i Paesi europei.

L’Europa deve tornare ad essere vicina a tutti i suoi cittadini, nessuno escluso.

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