VERONICA

DINI

Circoscrizione: I : ITALIA NORD-OCCIDENTALE

FEDERAZIONE DEI VERDI

HA ADERITO ALLA CAMPAGNA

Il/la candidat* ha firmato la piattaforma impegnandosi a tutelare e promuovere i diritti delle persone LGBTI+.

NO COMMENT

Il/la candidat* non si è espress* durante la sua attività politica sui diritti delle persone LGBTI

BIOGRAFIA

Sono nata a Firenze, il 31 maggio 1974. Mi sono appassionata al diritto dell’ambiente sui banchi dell’Università Cattolica di Milano, dove ho studiato i più grandi processi ambientali e mi sono laureata in criminologia nel 1999.

Diventata avvocato nel 2002, ho avviato il mio Studio nel 2003 e, da allora, la protezione delle vittime dei crimini ambientali, il ripristino dei siti contaminati, la tutela del territorio, sono stati la mia priorità.

Pian piano, le battaglie giudiziarie sono state affiancate dall’insegnamento in Università e dalla ideazione e conduzione di progetti di ricerca, formazione e sperimentazione: con l’Ass.ne Circola – cultura, diritti e idee in movimento, di cui sono Presidente, mi dedico ai beni comuni e a quelli confiscati alla criminalità (www.circola.org); con il Centro Studi Systasis per la prevenzione e la gestione dei conflitti ambientali (www.systasis.it), che pure presiedo, mi occupo di mediazione nei conflitti ambientali.

E ora…

Dopo aver lavorato per anni a decostruire, a denunciare, nelle aule dei Tribunali di tutta Italia, l’uso incosciente e distruttivo dei beni comuni e a tentare di sanare danni spesso irreparabili, ho sentito il bisogno di cominciare a costruire.

Viviamo in una società complessa e disponiamo di risorse esauribili. L’ambiente è un tema cruciale sotto il profilo culturale ed è centrale sia per costruire modelli economici e politici sostenibili, in cui sia possibile lavorare senza compromettere la salute dei lavoratori e l’ambiente, che per realizzare società accoglienti che sappiano affrontare l’emergenza dei rifugiati ambientali.

È giunto il momento di affrontare questa complessità e di farlo in modo olistico, con lucidità, rigore, competenza, orizzonti ampi e creatività. Non basta più denunciare singole responsabilità: è necessario rafforzare e garantire l’applicazione della legislazione in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro. È urgente trovare soluzioni concrete, che siano espressione dei principi di ecologia e solidarietà.

Il primo passo è riconoscere che l’ambiente, la dignità e la salute umana costituiscono diritti fondamentali universali e sono il cardine di una società realmente democratica, fondata su diversità e cooperazione.

Quindi

Ho quindi accettato di candidarmi alle elezioni europee in un movimento che difende pace, giustizia e sostenibilità, per usare la mia esperienza affinché:

1. l’ambiente sia riconosciuto e difeso come bene comune;

2. siano corroborati e rispettati gli impegni assunti in materia di cambiamento climatico;

3. sia effettivamente garantito a tutti i cittadini il diritto di: disporre in modo ampio e continuo delle informazioni ambientali e degli strumenti idonei alla loro reale decodifica e comprensione; partecipare attivamente ai processi decisionali che riguardano la qualità ambientale presente e futura; accedere in modo pieno e paritetico alla giustizia, per la tutela del diritto a vivere e lavorare in un ambiente salubre;

4. l’ordinamento giuridico e amministrativo riconosca e dia voce alle vittime dei crimini ambientali; favorisca la prevenzione e la gestione dei conflitti ambientali anche attraverso strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.

COME LA PENSA

Ho cercato, sempre, nella mia vita, personale e professionale, di difendere il diritto a vivere in un ambiente salubre, dal punto di vista sanitario e culturale. Ho lottato, nelle aule di Tribunale, affinchè fosse sempre garantito il pieno esercizio dei diritti civili. Denunciare, però, non basta.

Occorre un cambiamento, radicale, della cultura. Ho dunque lavorato nelle comunità, nelle scuole, nelle biblioteche, con l’Associazione Circola – cultura, diritti e idee in movimento (www.circola.org), di cui sono presidente e che si occupa di beni comuni e confiscati alla criminalità, di inclusione sociale e partecipazione, di cittadinanza.

Non basta neppur questo. Dobbiamo cambiare le regole del gioco o, meglio, far rispettare quelle, chiare e importanti, che pure abbiamo, a partire dalla nostra Costituzione. Per fare questo, dobbiamo oltrepassare la barricata e attivarci in prima persona per una trasformazione ecologica e sociale dell’economia e della politica. Insieme, possiamo riuscirci. E’ il tempo di farlo.

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